Famiglie

Gli sposi sono chiamati ad arricchire la loro vita matrimoniale partecipando alla vita della Casa della Carità e vivendo nel loro matrimonio e nella loro famiglia lo spirito delle Tre Mense.

Il primo tentativo di costituire il Ramo degli Sposi c’è già negli anni che vanno dal 1945 al 1950, quando alcune coppie della Parrocchia di Fontanaluccia prospettano la possibilità di legarsi alla Casa della Carità, accettando e cercando di viverne lo spirito: per questo progetto Don Mario aveva pensato ad una casa vicina all’Ospizio che permettesse loro di conservare una certa libertà, pur essendo inseriti nella vita della Casa.

Un aspetto particolare potrebbe essere quello di coniugati oppure giovani o ragazze che dopo una temporanea permanenza della ‘ Casa ‘, pensino di formare una famiglia propria, con abitazione separata, ma con consacrazione al servizio di cui sopra. (Due giovani molto buoni, fidanzati da tempo, e due sposi freschi della mia parrocchia, mi hanno parlato di questo e stanno pensando ad un eventuale tentativo). Perché non dovrebbe essere possibile che una o qualche famiglia si leghi alla sorte della ‘Casa della Carità’, accettandone lo spirito? Per quanto riguarda la castità coniugale (retto uso del matrimonio e rispetto delle finalità del medesimo con merito di Religione, se è possibile questo voto) e per il resto obbligandosi i coniugi alla obbedienza e alla povertà, appoggiati alla Casa della Carità come a loro famiglia di elezione, la quale garantirà la meta con i mezzi di provvidenza e si gioverà della famiglia come elemento di formazione allo spirito di servizio nei figli propri, o all’educazione e assistenza di eventuali ospiti minorenni raccolti in tenera età ma normali in tutto

9 – “Casa della Carità” 24/11/51

La cosa poi non si realizzò, ma Don Mario continuò a coltivare questo germe e nel 1954 sottopose a Padre Larraona, allora segretario della Congregazione dei Religiosi, questa prospettiva e si sentì rispondere: 

…’caro Don Mario, ha levato gli occhi molto avanti. La cosa potrebbe essere possibile, ma lei si sentirebbe di … arrivare anche al martirio per portarla avanti?’ Naturalmente un discorso di quel tenore faceva molto presto a … sedare eventuali impulsi in quel senso

Che cos’è una Congregazione Mariana” del 1983

Da questo momento, questa intuizione, questo germe che c’era in don Mario, rimane come ‘assopito’, ma non spento, in attesa che, come dice lui stesso: “”. (idem). 

… quanti più ferrati e generosi di me lo volessero affrontare

idem

Negli anni 1980 don Mario vede chiaro che i tempi sono maturi per riprendere questo Ramo e per suscitare persone che lo possono far nascere e portare avanti. E’ di questo periodo uno scritto di Don Mario che cercando di approfondire cosa sia la nostra Congregazione Mariana si interroga: 

E se ci fossero dei giovani fidanzati o coniugi che domandassero di entrare a far parte viva e integrale della vita della Casa, sarebbe possibile? Non è facile e semplice rispondere adeguatamente a questa domanda. Giova qui ricordare che non è nuovo nella Santa Chiesa il fatto che dei coniugi veramente impegnati a vivere il proprio cristianesimo e il proprio sacramento, abbiano domandato ai grandi ordini una certa appartenenza allo spirito di questi anche aggregandosi e assumendo dei modi di vita ispirati a quelli. Ne sono derivati i Terzi Ordini che nei secoli hanno annoverato nelle loro file degli autentici Santi… Ma qui si vorrebbe vedere in che misura si possa offrire a degli Sposi, una possibilità di accogliere il servizio delle “Tre Mense” arrivando alla professione e pratica dei Consigli Evangelici, anche con la ricchezza veramente immensa dei Santi Voti… Un modo canonico di vivere i Santi Voti per gli sposi ( con gli opportuni adattamenti alle esigenze di una coppia), non mi pare esista nella Chiesa, anche se il problema è stato posto e teoricamente anche risolto per dei singoli casi. Ma che la Casa della Carità e la Congregazione Mariana possano “arruolare” delle coppie che, pur vivendo una particolare e separata vita di famiglia, possano prendere le mosse della famiglia della Congregazione Mariana; possano scegliere di vivere nei pressi della Casa, possano prendere parte a una quota della vita della Casa con l’ausiliariato comune;possano liberamente contribuire ed usufruire di “redditi” propri e della Casa, fino ad instaurare un clima di vita “comune” e arrivare anche a una esplicita “consacrazione” alla Casa e alle Tre Mense non parrebbe impossibile anche se non facile. Mi bastino questi pochi accenni per invogliare eventualmente qualcuno ad approfondire il problema …

43 – “Che cos’è una Congregazione Mariana e com’è la nostra “ 8/8/83

Ed in questa ricerca della volontà del Signore per il Ramo degli Sposi che nel 1985, coadiuvato da due Fratelli: Fr. Daniele e Fr. Luigi Gibellini scopre alcune coppie desiderose di iniziare il cammino: riesce a fare con loro alcuni incontri e una Messa alla Casa della Carità di Fosdondo il 1 Maggio 1986.

 Così vennero gettate le prime basi ed il cammino degli Sposi continua, sotto la guida di un Fratello Sacerdote responsabile: Don Riccardo prima e alla sua partenza per il Madagascar Don Daniele, diventato da poco Sacerdote.

 Continuano anche i momenti di preghiera, le Messe mensili nelle famiglie e nelle Case della Carità, le revisioni dalle quali sta nascendo la traccia dello schema di vita degli Sposi.

In aiuto al responsabile ci sono un Fratello e una Suora che hanno il compito di essere un tramite e un segno dello scambio dei doni fra i rami. 

Gli Sposi sono chiamati ad arricchire la loro vita matrimoniale, partecipando alla vita della Casa della Carità e vivendo, nel loro matrimonio e nella loro famiglia lo spirito delle Tre Mense. 

La ricerca comune di questo spirito e la fame di questi Tre Pani fa camminare gli Sposi insieme alle altre famiglie per vivere in pieno il loro matrimonio e per approfondirne la sacralità: il matrimonio, la famiglia sono luoghi sacri dove si vive la salvezza donata da Cristo e dove ognuno è coinvolto nel cammino di santificazione reciproca. (cfr. Schema di vita (provvisorio) punto 2 a) b) c).) 

Questo cammino di santificazione reciproca coinvolge ogni membro dei Rami in uno scambio di doni che porta ciascuno ad arricchire la propria vocazione e ad approfondirne la comunione.
Le famiglie sono per i consacrati un esempio ed un aiuto per cogliere più a fondo lo stile del “far famiglia” caratteristica importante della Casa della Carità ma anche dei singoli consacrati, perché li porta ad accogliere tutti con la semplicità di fratello o sorella, di figlio o di figlia, di padre o di madre.

I consacrati sono per le famiglie un esempio e un aiuto per cogliere più a fondo lo stile della “vita di donazione” caratteristica importante per gli Sposi che li porta a vivere per il Signore in abbandono a Lui e in rendimento di grazie per i doni che ha fatto loro, senza appropriarsi di nessuno di essi, nemmeno dei figli. 

In questa ottica si vede bene la complementarietà e l’importanza di ogni diversa chiamata nella vita della Congregazione Mariana della Casa della Carità e della Chiesa.

Fondamentale per gli Sposi, come per ogni altro Ramo, è la centralità di Dio: sono il suo Amore, i suoi doni, la sua presenza, la via la verità e la vita che sostengono la vita matrimoniale.

Come sviluppo di questa centralità di Dio e dell’amore per Lui , c’è la donazione reciproca, che poi si allarga, si dilata ai fratelli, e si concretizza nel fare accoglienza della vita, dei più poveri, di tutti quelli che hanno bisogno. 

Un ulteriore alimento alla vita matrimoniale sono i Consigli Evangelici che potranno anche essere vissuti come voti o come promesse: il Signore chiama a incamminarsi sulla strada che ha percorso Gesù, per essere sempre più uguali a Lui.

Per essere aiutati in questo cammino gli Sposi fanno riferimento al loro Sacerdote responsabile col quale verificano il loro cammino per una ricerca approfondita della volontà di Dio. 

Nelle revisioni si affidano gli uni agli altri mettendo in comune con semplicità la loro vita di ogni giorno fatta di gioie, fatiche, progetti, sofferenze per trovare e vivere insieme una comunione profonda e un sostegno vicendevole. 

Il centro dei loro incontri rimane la Messa, celebrata mensilmente in una Casa della Carità e in casa di una delle famiglie. Questo sta a significare la centralità dell’Eucaristia nella loro vita di famiglia e nel loro cammino di Sposi legati alla Congregazione Mariana delle Case della Carità. 

Gli Sposi vivono l’Eucaristia e la loro vita diventa una vita eucaristica, una vita che unita a Gesù nella Messa diventa rendimento di grazie e donazione, si trasforma in offerta, sacrificio per i propri famigliari e in pane spezzato per tutti i fratelli in una continua lode al Signore. (cfr. Schema di vita (provvisorio) punto 3b). 

Questa vita “eucaristica” rimanda la coppia a vivere in pienezza la partecipazione alla vita di tutta la Chiesa che si concretizza nella partecipazione alla vita parrocchiale.

I modi di presenza degli Sposi nella vita della Chiesa possono essere svariati, quelli già esistenti sono: 

  • nelle parrocchie prive della presenza stabile del Sacerdote o in aiuto a un Sacerdote ammalato 
  • nell’affidamento famigliare
  • nelle missioni
  • nella vita delle Case della Carità

i rami

I Congregati pur essendo distinti nei vari Rami germogliati dalle diverse chiamate alla sequela di Cristo, sono uniti dalla comune radice battesimale e dalla partecipazione allo spirito delle Case della Carità, alle tre mense della Parola, dell’Eucaristia e dei Poveri…

decreto di approvazione del 1987

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