Rami

L'Albero

L’unità di spirito e la varietà dei doni (e quindi anche di cammini) della Congregazione Mariana delle Case della Carità è ben figurata nell’immagine dell’albero, le cui radici sono nel Battesimo, come cammino di sequela di Cristo e come via per la santità.

Un modo particolare di vivere questa sequela di Cristo è la Congregazione Mariana delle Case della Carità che come unico tronco unisce nell’ unico spirito tutti coloro che ne fanno parte.

 

Dice Don Mario:

… la sostanza è questa: un’unica Famiglia di intenti, di aspirazioni, di attese e di sofferenze – La Famiglia vera dei cristiani, la Chiesa vera ed efficente

8 – doc. B “Il mio pensiero è questo” senza data ma nel periodo che va dal 47 al 55

Questo unico spirito delle Case della Carità nasce dalla consacrazione di Don Mario parroco di Fontanaluccia, dai Tre Pani, dalla Diocesi e dalla Parrocchia.

… mi pare conveniente che il raggruppamento delle Carmelitane Minori (sezione), quello dei Fratelli della Carità (sezione) quello degliausiliari e crocefissi, quello di eventuali consacrati o sposati o di istituto secolare (cioè legati fra loro da questa forma canonica).

Vivendo tutti nel medesimo spirito:

  • di seguire il Signore più da vicino
  • di credere all’amore
  • di servirlo nei poveri
  • di essere legati alle Case della Carità,

mi pare conveniente, dico, che tutti formino un’unica grande famiglia, dove ciascuno ha la sua mansione o forma di vita o stile, o regolamenti e normative proprie, ma che più in quel che si distinguono e differenziano, cerchino di scoprire sempre di più e realizzare quello che unisce, quello che è comune, quello che lega…

da appunti di Don Mario del 17/9/84

Da questo unico tronco, quindi da questo unico spirito nascono, si sviluppano i vari rami, le vocazioni particolari di ognuno dei membri.

I Congregati pur essendo distinti nei vari rami germogliati dalle diverse chiamate alla Sequela di Cristo, sono uniti dalla comune radice battesimale e dalla partecipazione allo spirito delle Case della Carità, alle tre mense della Parola, dell’Eucaristia e dei Poveri…

decreto di approvazione del 1987

… Ogni ramo pur avendo una propria autonomia, un proprio governo ed un proprio statuto, condivide lo spirito e le finalità dell’intera Congregazione.

I rami che in attesa che il Signore ne susciti altri, sono:

  • i cooperatori
  • gli ausiliari
  • gli sposi
  • i secolari
  • le Carmelitane Minori della Carità
  • i Fratelli della Carità

Art. 7 delle Costituzioni

i rami

I Congregati pur essendo distinti nei vari Rami germogliati dalle diverse chiamate alla sequela di Cristo, sono uniti dalla comune radice battesimale e dalla partecipazione allo spirito delle Case della Carità, alle tre mense della Parola, dell’Eucaristia e dei Poveri…

decreto di approvazione del 1987

Caratteri Comuni

Sintesi dello spirito che anima l’intera Famiglia delle Case della Carità sono i 12 Articoli.

Essi sono il filo, la corda che lega ogni Congregato, sono i testimoni, i garanti e i provocatori dell’unità che c’è tra i singoli membri.

Per cui chi ha incontrato il dono delle Case della Carità essi sono la sorgente a cui bisogna attingere, sono l’acqua che fa crescere e germogliare i semi del Battesimo, che innaffia la vita quotidiana, il cristianesimo di ogni momento.

Essi sono per tutti e sono l’aiuto dal quale tutti i membri partono per vivere le diverse chiamate, per dare sapore alla loro vita, perché possano diventare sale, lievito e fermento nei luoghi dove vivono

cfr. Manuale pag. 42-43-44

Tutti i membri di ciascun ramo della Congregazione Mariana delle Case della Carità sono cristiani che trovano nei 3 Pani la strada, il nutrimento per il loro cammino di crescita verso il Signore.

Servono Dio e cercano la sua volontà nella Parola quotidiana, preparata ogni giorno dalla chiesa; trovano nella Messa il centro della loro vita e vivono il servizio dei Poveri, la condivisione come culto, come liturgia e come nutrimento.

L’unità e la continuità delle 3 Mense fa si che ogni membro sia chiamato a vivere una vita eucaristica, cioè di rendimento di grazie e di dono; tutte le sue attività, tutti i suoi momenti sono vissuti con questo stile.
In questo modo continuano la Messa in tutta la loro giornata.

Sull’esempio di Gesù Cristo che è venuto per servire e non per essere servito tutti i membri sono chiamati a farsi servi gli uni degli altri.
Il servizio ai più piccoli è il segno e l’aiuto per vivere con spirito di servizio ogni momento e ogni rapporto.

Ogni membro si prenderà cura dei più poveri, bisognosi e abbandonati per accogliere il dono della misericordia di Dio, il perdono dei peccati ed il dono della gioia cristiana.

Ogni membro è chiamato a manifestare, rendere visibile in ogni luogo la fiducia nella carità e nel comandamento nuovo di Gesù come regola di vita. Una caratteristica fondamentale è l’amore per la chiesa e per i suoi ministri.
La Chiesa è il dono d’amore con cui il Padre ci guida e ci fa camminare.

Per questo tutti i membri, alimentati dallo spirito della Casa, partecipano attivamente alla vita della Diocesi e della Parrocchia (ognuno secondo la sua vocazione specifica) servendo e amando la Chiesa come una madre, sempre in piena comunione con i pastori che la guidano.

La partecipazione, il servizio alla Chiesa terrena si completa con l’amore per la Chiesa celeste.

Per questo cercano di avere una particolare devozione per la Vergine Santissima e per tutti i Santi ai quali si rivolgono come a coloro che hanno già portato a compimento il cammino battesimale, come a fratelli più grandi che sostengono e aiutano nel cammino.

… La vita di ogni membro deve essere impregnata della luce e del profumo di Maria…

da ‘Come nasce la Casa’ del 1983

Maria è protettrice e modello di ogni vita cristiana, è guida per crescere sempre più nella carità.

Insegna a compiere con disponibilità e fede la volontà di Dio, a incarnare, a far diventare vita il messaggio evangelico; ad adorare il Cristo sotto la Croce, a vivere l’Eucaristia, il Rendimento di grazie nella lode perenne del Magnificat.
Maria insegna la sollecitudine, il dimenticarsi di sé, l’esultanza, la gioia del servire.
Ogni membro affida ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze.

Ogni membro cercherà di vivere e offrire la sua giornata al Signore “secondo un’intenzione particolare e a lode di una Divina Persona o mistero” (dallo scritto ‘Dio è Amore’ di don Mario e confronta le Intenzioni del giorno).

Nel cercare di dare sempre il primo posto a Dio in ogni scelta, in ogni attività, in ogni momento della giornata e nel cercare di fare tutto in comunione con Lui, c’è per ogni membro il modo di vivere lo spirito Carmelitano.

Ogni membro deve avere la preoccupazione, la tensione e l’ansia affinché ogni persona viva e cresca nella propria vocazione, credendo che il bene più grande, più prezioso del fratello sia la sua risposta al Signore, la sua santità.

I Poveri aiutano a vivere la contemplazione nella vita quotidiana, nell’attenzione e nella santificazione delle piccole cose.

I membri di ogni singolo ramo si trovano periodicamente fra loro e con tutti gli altri per alimentarsi e crescere nell’unità della Famiglia.
Momento d’incontro per tutti i rappresentanti dei Rami è quello del Consiglio Generale.
Esso verifica la fedeltà e la crescita del cammino che si deve fare in base ai doni ricevuti, è segno e fermento di unità.

I membri, certi di non essere stati chiamati a camminare da soli e che i doni del Signore vanno ‘trafficati’ saranno missionari e preoccupati che la Civiltà dell’Amore cresca, si diffonda e arrivi ad ogni uomo.

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