Aspetto Mariano

… Tutto lo spirito della Casa della Carità è impregnato di questa luce e profumo mariano (di Maria) dal suo titolo “Congregazione Mariana” … omissis … nell’intitolazione di ogni Casa a un mistero del santo Rosario, alla pratica della recita quotidiana del Rosario intero, dal suo riferimento alla Regina del Carmelo come patrona principale della ‘Famiglia’ fino alle indicazioni più particolareggiate dei Grandi Ordini, che furono tutti sommamente devoti e legati alla Vergine SS.ma; dalla squisita tenerezza della Madre di Dio verso il suo Figlio e la sua Chiesa, fino alle più umili e modeste ispirazioni che pervadono ogni articolo delle Regole e Principi di vita; tutta l’esistenza, l’operare e il diffondersi delle Case della Carità è intessuto di Maria…

32 – “Come nasce la Casa” del 25/7/83

Ogni Casa della Carità si affida a Maria perché la guidi e le mostri la strada per crescere sempre di più nella carità. Per sottolineare meglio questo affidamento, questo essere Madre di ogni Casa, il Signore ha condotto le cose in modo che sia venerata particolarmente con il titolo di Decoro del Carmelo.

Questo significa che la Casa guarda a Maria e vede in lei quella madre tenera ed amorosa che ci invita e ci indica la Gloria di Dio come fine principale della nostra vita, quindi ci conduce alla ricerca di Dio e alla sequela di suo Figlio Gesù.

… Ecco la ricchezza del Monte (Carmelo) = si passa dalla Madonna per arrivare a Dio…

23 – appunti presi dalle suore di un’omelia del 15/7/65

Allora Maria è modello e guida di una sequela autentica di Gesù Cristo nella fiducia, nell’abbandono, nell’ascolto, nella gioia del servizio (ci insegna a santificare coloro che soccorriamo), nella prontezza… nell’adorazione perchè sotto la croce è l’adoratrice per eccellenza e ci insegna a vivere la legge dell’Eucaristia, legge di morte e di spogliazione, di rendimento di grazie e di risurrezione. (cfr. Manuale pag. 34).

Maria è una creatura proprio come noi, per questo ci è così vicina, ma a differenza di noi ha ricevuto dal Signore il dono di non conoscere il peccato.

Maria sa che tutto questo è dono della Misericordia immensa di Dio Padre, sa che solo in Lui, con Lui e per Lui c’è la vita, la gioia, la speranza, l’amore… Maria non tiene niente per sè, è totalmente donata, è una madre sollecita che vede e accoglie le persone con le loro povertà per portarle a Gesù, intercede presso di Lui e accompagna le persone a compiere la volontà di Dio. Questa maternità di Maria è modello per tutti nell’attenzione alle persone in un rapporto speciale che porta Gesù.

Don Mario nel 1955 descrive “La prima Corona della Regina del Carmelo” il primo Rosario vivente di Case della Carità distribuite nella Diocesi e oltre. Questo Rosario è attaccato al chiodo che è l’Ospizio di Fontanaluccia, la prima Casa della Carità intorno a cui e da cui nascono tutte le altre Case ognuna con il suo mistero.

… Ospizio S. Lucia V.M. Fontanaluccia (è il chiodo dove si attacca la Corona del Rosario nella “Casa del Buon Padre di Famiglia” che è la Santa Chiesa Reggiana)

13 – doc. F “Piano del primo Rosario della Carità” 27/12/54

L’intitolazione ad un mistero non è una formalità ma deve dare un tono a tutta la vita della Casa per partecipare profondamente alla preghiera del Rosario, preghiera insieme così popolare e così meditativa.
Il Rosario è la preghiera dei poveri e questo lo rende ricco e gradito a Dio.

Nel Rosario c’è posto per tutti: anche i più “poveretti” riescono a partecipare attraverso queste semplicissime parole ripetute che salgono a Dio. Il Rosario è anche la preghiera dell’umiltà; per chi non sa come pregare e per chi non può più leggere o meditare è un aiuto per entrare nei misteri di Dio, è una vera e propria fonte alla quale può attingere chiunque a seconda dei suoi doni e delle sue possibilità. Per questo Don Mario ha cercato di arricchire il rosario proponendo 35 Misteri per cogliere meglio tutte le tappe del Vangelo. Inoltre nei misteri ecclesiali si è formata una semplice ma essenziale ecclesiologia.

Meditando il Rosario dei 35 Misteri si può entrare in un modo di fare pastorale, di vita, di scelta e di pensiero; c’è molto dello spirito di fede, di preghiera, di amore di Don Mario; bisogna solo entrare e scavare per scoprire le perle che vi sono contenute. (cfr. Manuale pag. 104).

Don Mario in una delle sue ultime omelie a Pietravolta ci ha raccomandato due cose e ce le ha lasciate quasi come un testamento: la sincerità e la diffusione del Rosario e ci ha detto che le nostre “baracche” sono per la diffusione del Rosario.

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